La scacchiera gigante oltre i confini: da Terni a Ukunda, in Kenya
- integramenteinfo
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Aggiornamento: 19 ore fa
C'è un telo a scacchi bianchi e neri steso sull'erba, all'ombra di un grande albero. Intorno, un gruppo di bambini a piedi nudi osserva incuriosito. Una bambina entra nella scacchiera e, seguendo le indicazioni, si sposta di casella in casella: un passo avanti, uno in diagonale, un cambio di direzione. Non è soltanto un gioco. È un piccolo esperimento di psicomotricità e navigazione spaziale — e, per la prima volta, il nostro progetto ha varcato i confini dell'Italia.
Siamo all'interno della migliore scuola professionale del Kenya (Riconoscimento TVET del 2025) a Ukunda, un villaggio vicino a Mombasa, ospiti nel Summer Camp dell'organizzazione Children of Africa, ONG Italo\Svizzera con cui collaboriamo.
Qui, per due settimane, la nostra scacchiera gigante è diventata un cortile di gioco e di apprendimento.
UN'IDEA CHE CAMMINA
Da anni, con APS Integramente e con il Maestro di Scacchi Maurizio Matteoli, in collaborazione con il Laboratorio di Navigazione Spaziale dell' Università "La Sapienza" di Roma (referente scientifico la prof.ssa Laura Piccardi), studiamo come il gioco degli scacchi praticato su una scacchiera gigante — dove è il bambino stesso a fare da pedina — possa allenare le abilità di orientamento topografico e navigazione spaziale. Muoversi da una casella all'altra, ricordare un percorso, immaginare come "gira" la scacchiera vista da un altro lato: tutte cose che, sotto la superficie del gioco, mettono in moto la memoria spaziale e la capacità di rappresentarsi nello spazio.
In un Summer Camp in Kenya, non potevamo — e non volevamo — replicare uno studio con tutti i crismi. La domanda era un'altra, più semplice e forse più importante: questo progetto "viaggia"? Le consegne, i materiali, i giochi pensati per bambini italiani funzionano anche altrove, in un'altra lingua e in un'altra cultura?
Per scoprirlo, due nostre volontarie — Chiara e Alessandra — hanno portato la scacchiera tra i bambini del SummerCamp. Con l'aiuto di un mediatore, ogni istruzione è stata tradotta in kiswahili e adattata sul posto, osservando cosa risultava chiaro e cosa andava spiegato in modo diverso. Perché, in un progetto come questo, ogni volta che qualcosa "non funziona come a casa" non è un fallimento: è esattamente ciò che stiamo cercando di capire.
Che c'azzeccano gli scacchi e la capacità di orientarsi nello spazio!? Sembrano mondi lontani, ma condividono lo stesso nucleo: pianificare una sequenza di mosse, immaginare cosa succederà, cambiare punto di vista. Sulla scacchiera gigante il bambino non guarda il gioco dall'alto: lo vive con il corpo, camminando. È il principio della embodied cognition, l'idea che pensiero e movimento crescano insieme. Una nostra ricerca precedente, pubblicata nel 2022 (https://www.integramente.info/post/gli-scacchi-migliorano-la-navigazione-spaziale-nei-bambini-di-6-anni-il-nostro-contributo) , aveva mostrato che questo tipo di training migliora la memoria visuo-spaziale e la rotazione mentale nei bambini di prima e seconda elementare. Allenare queste abilità fin da piccoli è prezioso: sono le stesse che ci permettono, da grandi, di orientarci in una città nuova senza perderci.
IL VALORE DI ESSERCI
Dietro le fotografie dei bambini che ridono seduti sulla scacchiera c'è anche un gesto concreto. La partecipazione delle nostre volontarie, come quella di tutti i volontari che affiancano Children of Africa, ha significato sostenere in prima persona la quota del Summer Camp dell'organizzazione svizzera; un contributo che permette la realizzazione di questo evento, che dal 2016 garantisce un'attività estiva concreta ai bambini dei villaggi rurali nei dintorni Ukunda e Mombasa, intorno alla scuola Mama Lorenza's, dove si svolge il Summer Camp. Portare un progetto scientifico, insomma, ha voluto dire anche mettersi al servizio di una comunità.

SOLO L'INIZIO...
Quello che abbiamo raccolto e raccoglieremo in queste due settimane non è un risultato definitivo, ma qualcosa di altrettanto importante: la conferma che il nostro metodo può essere adattato e compreso anche a migliaia di chilometri da Terni, e una mappa preziosa di ciò che servirà per costruire, in futuro, uno studio più ampio e rigoroso tra Italia e Kenya.
Ma l'immagine che ci portiamo a casa è più semplice di qualsiasi dato: un telo a scacchi sotto un albero, dei piedi scalzi che contano le caselle, e un gruppo di bambini che, giocando, hanno imparato a orientarsi un po' meglio nel loro spazio — e noi con loro.
Un grazie speciale alle Dott.sse Chiara Cimei e Alessandra Peppucci, a Children of Africa, a Carolina , Michele e ai bambini del camp che ci hanno accolti.


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